Chi sono

Emiio SenesiDomanda impegnativa da farsi a un’età che quasi raggiunge gli 800 mesi. Vi hanno insegnato a far di conto? Contate!

P.S. Non aggiornerò più questo dato, rivendico il diritto alla privacy.

Il cognome indica chiaramente da quale parte d’Italia proviene la mia famiglia e lascio a voi scegliere se è un merito o meno.
Il nome è quello del nonno paterno, originario di un paesino vicino ad Arezzo, ma già a Milano nei primi anni del ‘900 dove lavorava come tranviere. Se fossi un antiquario, direi che la mia nascita data alla prima metà del XX secolo, ma non sono un antiquario e quindi preferisco dire che sono un figlio della Liberazione. Il cognome avrà un seguito perché ho un figlio maschio e, da circa tre anni, un nipote, maschio anche lui.

Adesso arriva la parte più difficile, perché non so da dove incominciare. In effetti sono un sacco di cose. Il mestiere principale, quello che mi ha dato da vivere, è stato il ricercatore scientifico.

Sono un esperto di cibo, dei modi di produrlo, conservarlo, trasformarlo e anche mangiarlo. Accanto alla ricerca scientifica c’è stata l’attività didattica: fino al 2010 sono stato Professore a contratto presso l’Università di Torino - Facoltà di Agraria per l’insegnamento di “Processi della Tecnologia Alimentare” per il corso di Laurea in Tecnologie Alimentari.

Sono però anche un giornalista o, per meglio dire, un divulgatore scientifico, nel senso che cerco di fornire al pubblico delle informazione interessanti riguardo a quello che conosco bene sotto l’aspetto tecnico e scientifico. Questa mia propensione per l’informazione e l’educazione mi ha portato vicino a un’Associazione di difesa dei consumatori – ACU Associazione Consumatori Utenti- per la quale seguo i Rapporti Internazionali e il settore Agro-alimentare, oltre a essere membro della Presidenza Nazionale.

Accanto a queste attività "intellettuali" ho coltivato altre passioni, per esempio la fotografia e i viaggi. 

Mi sarebbe piaciuto fare il fotografo, non quello da studio, ma il fotoreporter in giro per il mondo a illustrare avvenimenti importanti o situazioni degne di nota. Purtroppo per me, non so per voi, la mia passione per la fotografia si è fermata di fronte ai primi ostacoli professionali da superare e alla prospettiva di una famiglia da mantenere. Certmente la storia della fotografia non ne ha molto risentito, così oggi mi posso solo considerare un appassionato di fotografia che cerca di esprimere qualcosa che vada al di là delle solite cartoline di viaggio. Però... Negli ultimi anni c'è stata un'importante novità. Ho fatto la mia prima mostra fotografica. A Gorgonzola (MI) si è tenuta al Palazzo Pirola la mostra "Sguardo di un viaggiatore nei Giardini della Memoria", 55 foto 50x70 sui cimiteri di tutto il mondo per documentare le visioni che le diverse culture hanno di questo luogo spesso trascurato o dimenticato. La mostra è poi stata ripresa nel marzo 2013 dalla "Casa delle Culture del Mondo" a Milano.

Il 7 ottobre 2013 è stata poi presentata una selezione delle foto del Progetto "I Giardini della Memoria" al Circolo Fotografico Milanese.

Una cosa a cui tengo in modo particolare e che sono andato scoprendo negli ultimissimi tempi è una sorta di vocazione a organizzare viaggi e, soprattutto, trekking.